FAQ — Recupero dati

FAQ recupero dati: risposte alle vostre domande

Trovate le risposte dei nostri specialisti alle domande più frequenti sul recupero dati: guasti di disco rigido, SSD, RAID, chiavetta USB, tariffe, tempi e processo. SOS Data Recovery (Tesweb SA), specialista svizzero dal 2006 con oltre 10 000 dossier trattati, risponde alle vostre domande.

10 000+ dossier trattati dal 2006
Certificata CyberSafe e partner CyberSafe & conforme nLPD
Diagnosi gratuita entro 3 ore

Perché consultare la nostra FAQ sul recupero dati ?

I nostri tecnici rispondono alle domande più frequenti sui guasti di disco rigido, SSD, RAID, NAS, chiavetta USB e scheda memoria. Ogni risposta si basa su oltre 10 000 dossier trattati dal 2006 e viene aggiornata regolarmente. Se non trovate la risposta alla vostra domanda, contattateci — diagnosi gratuita in 3 ore.

Come faccio a sapere se anche i miei backup sono stati crittografati dal ransomware?

I ransomware moderni prendono di mira prioritariamente i backup per massimizzare la pressione sulle vittime. Ecco come identificare se i tuoi backup sono compromessi:

  • Backup di rete (NAS, server di backup): verifica l'estensione dei file: un'estensione sconosciuta o aggiunta (.locked, .encrypted, ecc.) tradisce un'infezione. Controlla anche i metadati (data di modifica recente e insolita).
  • Backup cloud sincronizzati: se il client di sincronizzazione (OneDrive, Dropbox, ecc.) era attivo durante l'attacco, i file crittografati hanno probabilmente sostituito gli originali. Verifica la cronologia delle versioni prima di ripristinare.
  • Backup offline (disco esterno disconnesso, nastro LTO): se non erano connessi alla rete durante l'attacco, sono generalmente intatti.

La regola 3-2-1 (3 copie, 2 supporti diversi, 1 fuori sede) con almeno una copia air-gapped è la protezione più efficace contro i ransomware.

Cos'è un attacco ransomware e come influisce sui dati?

Un ransomware (o cryptovirus) è un software dannoso che crittografa i file di un sistema informatico per renderli inaccessibili, quindi richiede un riscatto in cambio della chiave di decrittazione. È una delle minacce informatiche più diffuse: secondo il rapporto ENISA 2024, gli attacchi ransomware sono aumentati del 37% in Europa tra il 2022 e il 2023.

Il processo di un attacco tipico si svolge in quattro fasi:

  1. Infezione — tramite phishing, vulnerabilità non patchata, RDP esposto o account compromesso
  2. Ricognizione e propagazione — il malware mappa la rete e si propaga lateralmente (durata: da poche ore a diverse settimane)
  3. Crittografia — i file vengono crittografati con un algoritmo asimmetrico (RSA 2048 o 4096 bit) di cui solo l'attaccante possiede la chiave privata
  4. Estorsione — una nota di riscatto viene depositata sul sistema con le istruzioni di pagamento (generalmente in Bitcoin)
Cosa fare immediatamente dopo aver rilevato un attacco ransomware?

Le prime ore sono cruciali per limitare l'estensione dei danni. Ecco la procedura d'emergenza:

  1. Isolate le macchine infette — disconnettete immediatamente dalla rete (cavo Ethernet e Wi-Fi) per fermare la propagazione laterale
  2. Non riavviate i sistemi — alcune chiavi di cifratura rimangono in memoria viva (RAM) e possono essere estratte a caldo
  3. Preservate le tracce — non modificate alcun file di sistema, questi elementi sono indispensabili all'analisi forense
  4. Identificate il ransomware — caricate un file cifrato su ID Ransomware (id-ransomware.malwarehunterteam.com) per identificare la famiglia
  5. Valutate i vostri backup — verificate se i vostri backup offline o cloud sono intatti
  6. Contattate uno specialista — un esperto in risposta agli incidenti può intervenire in meno di 2 ore
Quanto tempo richiede il recupero dati dopo un attacco ransomware?

Il tempo di recupero dopo un ransomware varia notevolmente a seconda della complessità del caso:

  • Ransomware già decriptato (chiave pubblica disponibile): da 24 a 72 ore per applicare la decrittazione a tutti i file
  • Recupero tramite backup intatti: da poche ore a qualche giorno a seconda del volume di dati e dello stato dell'infrastruttura
  • Analisi forense e ricerca di falle crittografiche: da 1 a diverse settimane — alcune analisi richiedono risorse di calcolo significative
  • Casi senza soluzione di decrittazione conosciuta: conservazione dei file crittografati in attesa che una chiave venga pubblicata successivamente (casi Hive, Ragnar Locker, ecc.)

Il nostro servizio di intervento urgente (livello Critico) è disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per le aziende la cui continuità operativa è compromessa.

È consigliabile pagare il riscatto per recuperare i dati dopo un attacco ransomware?

Le autorità (ANSSI, OFCS, Europol, FBI) raccomandano unanimemente di non pagare il riscatto, per diverse ragioni:

  • Nessuna garanzia — tra il 20 e il 40% delle vittime che hanno pagato non hanno ricevuto la chiave di decrittazione funzionale
  • Rischio di doppia estorsione — gli attaccanti possono esfiltrare i dati prima della crittografia e minacciare di pubblicarli anche dopo il pagamento
  • Finanziamento della criminalità — il pagamento incoraggia nuovi attacchi e può esporre l'azienda a sanzioni legali in alcune giurisdizioni
  • Alternative esistenti — nel 30-50% degli incidenti, un recupero totale o parziale è possibile senza pagamento

Prima di qualsiasi decisione, consultare uno specialista in recupero dati e segnalare l'attacco al Centro nazionale per la cybersicurezza (NCSC) in Svizzera o all'ANSSI in Francia.

È possibile recuperare dati crittografati da un ransomware senza pagare il riscatto?

Sì, in un numero significativo di casi. La possibilità di decrittazione senza pagare dipende principalmente dal tipo di ransomware e dall'esistenza di una falla crittografica sfruttabile.

Esistono diverse vie di recupero:

  • Chiavi di decrittazione pubbliche — alcuni ransomware sono stati decrittati da ricercatori della sicurezza e agenzie come Europol. La piattaforma No More Ransom (nomoreransom.org) centralizza questi strumenti gratuitamente.
  • Falle nell'implementazione crittografica — alcuni ransomware mal programmati hanno vulnerabilità che consentono di ricostruire le chiavi.
  • Copie shadow (VSS) — se il ransomware non ha eliminato le Shadow Copies di Windows, è possibile un ripristino.
  • Backup non interessati — backup offline, snapshot NAS o cloud non sincronizzati.

Il nostro laboratorio analizza ogni caso individualmente. Una diagnosi ci permette di determinare quale famiglia di ransomware è coinvolta e quali opzioni di decrittazione sono disponibili.

È possibile recuperare i dati dopo un ransomware se il sistema è stato reinstallato?

Dipende dal tipo di storage e dalla modalità con cui è stata eseguita la reinstallazione.

Su un HDD (disco rigido meccanico): se il disco è stato formattato senza "sovrascrittura sicura" (semplice eliminazione delle partizioni), i file crittografati sono spesso ancora presenti fisicamente sui piatti magnetici. Un'estrazione in laboratorio può consentire di recuperare i file crittografati, che i nostri esperti tenteranno poi di decifrare.

Su un SSD: la situazione è più complessa. Il firmware dell'SSD può attivare un'operazione TRIM automaticamente dopo la formattazione, cancellando definitivamente i dati. Su alcuni modelli o se il TRIM è stato disattivato, un recupero parziale resta possibile.

In entrambi i casi, più velocemente si interviene dopo la reinstallazione, maggiori sono le possibilità di recupero.

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